Presidente del Panathlon Club Gianni Brera Università di Verona
SINTESI DELL’ARTICOLO In stile giornalistico
Gallipoli, successo per la seconda edizione della PhD Annual School in Scienze Motorie
Si è conclusa a Gallipoli la seconda edizione della scuola annuale del Dottorato di Interesse Nazionale in Scienze Motorie (DIN SMeS), che ha visto la partecipazione di sessanta dottorande e dottorandi provenienti da tutta Italia. L’evento, svoltosi dal 29 settembre al 3 ottobre, ha rappresentato un momento chiave di formazione e confronto per chi si prepara a diventare ricercatore o professionista nel settore delle scienze motorie.
Il dottorato, nato due anni fa per rispondere alle difficoltà degli atenei italiani nell’attivare corsi di terzo livello specifici per le scienze motorie, coinvolge oggi una trentina di università coordinate dall’Università di Verona, con la direzione del professor Federico Schena. Ogni anno il bando seleziona circa 30 laureati magistrali, che portano avanti progetti di ricerca nei campi più diversi: dall’educazione alla biomeccanica, dalla fisiologia dell’esercizio alla psicologia dello sport.
Il percorso di dottorato si articola in tre anni e prevede, oltre al lavoro con il proprio tutor, corsi, conferenze e convegni sia online che in presenza. Fondamentale anche l’esperienza all’estero: almeno sei mesi in centri universitari e di ricerca di eccellenza, tra cui Austria, Norvegia, Spagna, Stati Uniti e altri Paesi europei.
La scuola annuale di Gallipoli ha offerto ai partecipanti un programma intenso e variegato: attività pratiche, laboratori, presentazioni dei progetti di ricerca e cinque lezioni magistrali tenute da esperti internazionali. Tra i relatori, Clarice Martins (Università di Porto), Athanasios Papaioannou (Università della Tessaglia), Luca Consoli (Università di Radboud), Francesca Romana Lenzi (Università Foro Italico di Roma) e Fabio Lucidi (Università La Sapienza di Roma), che hanno affrontato temi come lo sviluppo motorio, l’uso dell’intelligenza artificiale nell’insegnamento, le narrazioni digitali e la motivazione all’attività fisica negli anziani.
Il DIN SMeS si distingue per la sua struttura multidisciplinare e per la collaborazione tra le sedi aderenti, che condividono laboratori e progetti di ricerca. Il percorso formativo si sviluppa su tre macrosettori – prestazione sportiva, attività fisica adattata e innovazione didattica – e sei curricula specifici, dalla prevenzione degli infortuni alle didattiche innovative.
VERSIONE estesa DELL’ARTICOLO
PhD Annual School del Dottorato di Interesse Nazionale in Scienze Motorie – Gallipoli 29 settembre – 3 ottobre 2025.
Massimo Lanza, Verona 22 ottobre 2025
Si è svolta a Gallipoli, dal 29 settembre al 3 ottobre 2025, la seconda edizione della scuola annuale del Dottorato di ricerca di Interesse nazionale in Scienze motorie (DIN SMeS) coinvolgendo i e le sessanta studentesse e studenti iscritte/i al secondo e terzo anno del corso.
Il corso di dottorato è il terzo livello della formazione universitaria, dopo laurea triennale e magistrale ha lo scopo di formare competenze nell’ambito della ricerca sia per chi proseguirà nella carriera universitaria, sia per chi svolgerà la professione in altri ambiti delle Scienze motorie come, quello educativo, del fitness, delle attività fisiche adattate.
Il dottorato di interesse nazionale è stato realizzato due anni fa, anche per sopperire alla difficoltà degli Atenei con corsi di laurea in Scienze motorie a dar vita a propri corsi di dottorato di ricerca specificamente dedicati alle scienze motorie.
Fino ad ora gli Atenei hanno serie difficoltà ad attivare autonomi corsi di dottorato nelle Scienze motorie perché un tale corso ha la necessità di almeno sei borse di studio con cui compensare lo studio – lavoro dei e delle dottorande/i. Il costo annuale di 6 posti di dottorato è di circa 200.000 euro e le risorse messe a disposizione dal Ministero devono essere suddivise tra tutti gli ambiti della ricerca.
Da due anni, quindi, circa trenta Università italiane, con capofila Verona che esprime anche con il Prof. Federico Schena, il Direttore della Scuola, hanno costituito un “Dottorato di Interesse Nazionale di Scienze motorie contribuendo ciascuna con fondi relativi ad un numero limitato di borse (da una a tre).
Ogni anno il bando è aperto a circa 30 laureate e laureati magistrali in Scienze motorie con progetti di ricerca che spaziano dall’ambito educativo a quello della biomeccanica, da quello della fisiologia dell’esercizio alla psicologia dello sport, in funzione degli interessi dei ricercatori coinvolti.
La formazione della dottoranda o del dottorando, nei tre anni del corso, avviene attraverso l’interazione con il o la docente tutor in specifici progetti di ricerca e mediante corsi, conferenze e convegni, in foma online e, in almeno un paio di occasioni, in presenza, organizzati dal DIN SMeS. Il dottorato prevede, inoltre, di trascorrere un periodo di almeno sei mesi all’estero in qualificati centri universitari e di ricerca, per consolidare e incrementare le proprie conoscenze e capacità di ricerca scientifica, favorendo la convergenza transdisciplinare di esperienze, metodologie e strumentazioni. Tra le sedi universitarie estere: Austria, Croazia, Repubblica Ceca, Norvegia, Spagna, Svizzera, Grecia, Danimarca, Germania, Slovacchia, Portogallo e Stati Uniti (“L’Università di Verona capofila dell’unico Dottorato nazionale in Scienze motorie e sportive – https://www.univrmagazine.it/2023/07/18/verona-capofila-dellunico-dottorato-nazionale-in-scienze-motorie-e-sportive/ )
Il DIN SMeS, come viene indicato nella brochure di presentazione della scuola annuale del dottorato, intende configurarsi come la risposta di specializzazione universitaria alla moderna interpretazione delle Scienze motorie. Il suo percorso formativo ha disegnato un quadro diversificato di competenze in tre macrosettori scientifici: prestazione sportiva e metodologie dell’allenamento, attività fisica adattata per la prevenzione primaria e secondaria delle patologie croniche e degenerative, insegnamento dell’attività motoria ed innovazione didattica in educazione fisica.
A queste aree – di comune e trasversale formazione – si aggiunge l’articolazione in sei curricula: 1) meccanismi di base: la prestazione sportiva e la prevenzione degli infortuni, 2) programmi di sviluppo dello sport, valutazione, gestione e modelli di prestazione, 3) meccanismi di base e modificazioni esercizio-correlate, 4) programmi di intervento fisico nelle patologie esercizio sensibili, 5) programmi di prevenzione delle patologie non trasmissibili e legate alla sedentarietà e all’invecchiamento, 6) didattiche innovative delle attività motorie e sportive.
Con questa strutturazione, il DIN SMeS intende formare esperti ed esperte con elevate conoscenze e competenze scientifiche, capaci di utilizzare avanzati strumenti metodologici e tecnico-pratici. Il percorso offre infatti, al contempo, strumenti di formazione teorica e applicata, che permettono di acquisire elevate capacità nella progettazione, conduzione e gestione di sperimentazioni scientifiche in ambiti sempre più dinamici e diversificati come sono quelli dell’esercizio fisico e dello sport. (“Dottorato di interesse nazionale in Scienze motorie e sportive”) Tra i punti forti di questo percorso su scala nazionale va sottolineata la collaborazione tra le sedi aderenti che si articola in attività trasversali e attraverso la possibilità di condividere laboratori e temi di ricerca coerenti e sinergici tra i progetti di ricerca attivati per favorire la convergenza multidisciplinare.
La scuola estiva del dottorato svolta a Gallipoli è stata appunto un’occasione formativa in presenza in cui, dal lunedì al venerdì, dottorandi e dottorande, tutor e docenti del DIN SMeS e altri relatori italiani e stranieri, hanno vissuto insieme illustrando i metodi e risultati delle loro ricerche, studiando, discutendo, senza farsi mancare momenti di convivialità.
Il programma della Scuola di Gallipoli ha visto il coinvolgimento diretto delle e dei partecipanti in attività pratiche integrate con incontri di formazione e discussione, creando una teoria contestualizzata alla ricerca operativa. Le attività laboratoriali si sono svolte in gruppi per permettere a tutte/i un’esperienza di formazione diretta ed efficace per acquisire fondamentali competenze pratiche. La didattica laboratoriale, che enfatizza l’apprendimento attivo e l’esperienza diretta, con attività pratiche e sperimentali, si è alternata alla presentazione ad apposite commissioni, dello stato di avanzamento del progetto di ricerca di ogni dottoranda e dottorando e a cinque lezioni magistrali con relatori di fama internazionale:
- Clarice Martins – Università di Porto (Portogallo): Una prospettiva integrativa per comprendere lo sviluppo motorio;
- Athanasios Papaioannou – Università della Tessaglia (Grecia): Sviluppo di strumenti per la ricerca, la pratica e le politiche: approfondimenti dal progetto europeo IMPACT su giovani e attività fisica
- Luca Consoli – Università di Radboud (Olanda): Come utilizzare l’Intelligenza Artificiale nell’insegnamento;
- Francesca Romana Lenzi – Università Foro Italico di Roma: Contesti e narrazioni digitali: approcci qualitativi alle scienze motorie da una prospettiva sociologica.
- Fabio Lucidi – Università La Sapienza di Roma: Approccio psicologico all’attività fisica negli anziani: prescrizione o motivazione?
Non c’è che da sperare che una così significativa esperienza venga positivamente messa a frutto dalle e dagli aspiranti ricercatrici e ricercatori di Scienze motorie e Sportive sostenute/i da Istituzione Universitarie lungimiranti.

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