Autore: Romano Mattè

“Il mio centravanti è lo spazio!”: così affermava Guardiola intendendo con questa iperbole tattica che nel vuoto lasciato dal “finto nueve” (Messi) poteva fiondare a sorpresa e a turno sia gli esterni alti (le vecchie ali) sia le seconde linee in libera fulminea proiezione verticale. Questa scelta fatta in stato di necessità -mancanza o carenza in quel preciso momento di vere punte centrali fisiche- o suggerita da un’idea tattica per certi versi visionaria, viene clamorosamente rinnegata dallo stesso Guardiola con la scoperta e l’impiego di un giovane ariete centrale, Erling Haaland. Ecco dunque l’affermarsi e l’imporsi di una punta centrale fisica, potente, che rende tatticamente più ricca e imprevedibile la fase offensiva.

Una punta centrale di tali caratteristiche asseconda tutte le opzioni offensive e offre loro un senso tattico compiuto:

  • Attacca la profondità dando un senso alla costruzione lunga dalle retrovie che oggi vede il portiere come primo play;
  • Vincendo i duelli aerei fa sponda tattica sulle seconde linee costringendo gli avversari a un impegno massimale sulle seconde palle con grave dispendio psico-energetico;
  • Coprendo e inchiodando palla là davanti consente alla squadra di prendere campo e rimanere sempre corta e compatta verticalmente;
  • Garantisce senso tattico compiuto a tutta la manovra avvolgente sulle corsie esterne allargando gli spazi nel mezzo e consentendo di sviluppare un maggior volume di gioco tra le linee (il 4-2-3-1 di Guidolin negli anni 90 nasceva da questa lucida intuizione);
  • Giocando spalle alla porta può rifinire per le seconde linee in proiezione verticale senza palla accrescendo così l’imprevedibilità della fase offensiva: gli inserimenti da dietro su assist a ritroso della punta centrale sono meno controllabili all’origine e consentono di attaccare da dietro senza palla di arrivare in maniera più lucida e letale alla finalizzazione;
  • In fase passiva (corner, piazzati laterali…) alza il tasso di interdizione aerea (vedi Toni ai tempi dell’Hellas).

Tutte queste ragioni tattiche fanno sì che il calcio attuale sia all’affannosa ricerca di questa tipologia di punta centrale fisica e potente (vedi Lukaku, Zapata, Lucca, Vlahovic, Dzeko, tanto per citarne alcuni). Con questa figura anche l’Hellas completerebbe al meglio la sua fase offensiva.

#

No responses yet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *