L’Olimpionico Marco Penna si racconta agli studenti dell’Istituto Pitentino di Mantova

8 aprile 2026 l’evento del Panathlon Nuvolari e Guerra di Mantova

Il “DIRITTO ALLA MEMORIA”

IN CAMPO ANCHE A MANTOVA

Protagonista dell’incontro, che ha coinvolto più di cento studenti dell’Istituto Pitentino, il canottiere Marco Penna, che ha preso parte a tre Olimpiadi- A intervistarlo il giornalista Alessandro Taraschi- Una storia di sport per tanti aspetti esemplare

_______________________________________________________________________

di Cristina Soranzo, vìce-presidente del Panathlon Club Nuvolari e Gurerra di Mantova

Di fronte a oltre cento studenti, il campione di canottaggio ha raccontato il “dietro le quinte” del successo: fatica, fair play e l’emozione indelebile della maglia azzurra.

Esiste un diritto che non è scritto nei codici, ma che è fondamentale per la crescita delle nuove generazioni: il “Diritto alla Memoria”. Con questo spirito, il Panathlon Club Mantova Nuvolari-Guerra ha dato vita a un incontro speciale che ha abbattuto le barriere generazionali, portando i successi dello sport di ieri nel cuore dei ragazzi di oggi.

Protagonista dell’evento è stato Marco Penna, colonna del canottaggio italiano, un atleta che ha solcato le acque più prestigiose del mondo, portando il nome di Mantova fino alle finali olimpiche di Atlanta ’96, Sydney 2000 e Atene 2004. A stimolare i suoi ricordi, in un incalzante dialogo ricco di spunti, è stato il giovane e talentuoso giornalista Alessandro Taraschi.

Davanti a una platea di circa cento studenti – molti dei quali nati ben dopo le sue imprese a cinque cerchi – Penna non ha parlato solo di medaglie e cronometri. Il cuore del suo intervento è stato il racconto dell’uomo oltre l’atleta.

Attraverso le domande di Taraschi, i ragazzi hanno potuto scoprire cosa succede nei giorni che precedono una gara olimpica: la tensione che si taglia con il coltello, i sacrifici quotidiani all’alba, la disciplina ferrea e quella “fame” di arrivare che trasforma il sudore in orgoglio.

La memoria non è un semplice esercizio di nostalgia – è stato sottolineato durante l’incontro – ma uno strumento vivo. Raccontare le storie di chi ha ottenuto risultati importanti serve a far capire che nulla arriva per caso.

Un capitolo centrale è stato dedicato al Fair Play. Penna ha trasmesso ai giovani un concetto fondamentale: nello sport, come nella vita, il rispetto dell’avversario e delle regole vale quanto (e a volte più) di un podio. Le sue storie di sportività hanno offerto ai ragazzi una bussola etica, dimostrando che la vera grandezza di un campione si vede soprattutto nei momenti di difficoltà e nel modo in cui si relaziona con gli altri.

L’obiettivo del Panathlon, abbiamo spiegato ai giovani studenti, attraverso il progetto “Diritto alla Memoria”, è proprio questo: evitare che le gesta di campioni come Marco Penna rimangano chiuse in un polveroso archivio. Trasmettere le emozioni, gli impegni e le fatiche di chi ha sudato per la propria maglia è il modo migliore per ispirare i ragazzi a inseguire i propri sogni, qualunque essi siano, con la stessa dedizione.

A fine mattinata, quel “centinaio di ragazzi” che all’inizio non conosceva il nome di Penna, è uscito dall’aula con una consapevolezza nuova: che per diventare grandi bisogna saper ascoltare chi, prima di noi, ha imparato a vincere prima di tutto contro i propri limiti.

Marco Penna, nato a Mantova nel 1972, alto 194, fisico imponente, ideale per il canottaggio di punta

* Prima Società: Canottieri Mincio (Mantova)

* Corpo d’appartenenza: Fiamme Oro (Polizia di Stato)

Marco Penna ha rappresentato l’Italia in tre edizioni dei Giochi Olimpici, sfiorando il podio con piazzamenti di altissimo livello che restano tra i migliori risultati della storia azzurra in quelle categorie:

1. Atlanta 1996: 4° posto nel Due senza (in coppia con Walter Molea). Una finale durissima dove la medaglia sfuggì per pochissimo.

2. Sydney 2000: 4° posto nell’Otto con. È la celebre gara dei “maledetti 52 centesimi”: l’armo azzurro arrivò ai piedi del podio dopo una rimonta incredibile, mancando il bronzo per una frazione di secondo.

3. Atene 2004: Partecipazione nell’Otto con, chiudendo la sua esperienza olimpica ai massimi livelli mondiali.

Oltre alle Olimpiadi, Penna è stato un protagonista costante della Nazionale Senior:

* Campionati Mondiali: Ha collezionato numerosi piazzamenti in finale A (tra i primi sei al mondo), tra cui il 4° posto nel Due senza a Tampere 1995 e il 5° nel Quattro senza a Aiguebelette 1997.

* Coppa delle Nazioni (U23): Ha vinto due medaglie d’Oro consecutive nel Due senza (1993 e 1994), confermandosi all’epoca come uno dei giovani più promettenti al mondo.

Nonostante i successi internazionali e la carriera nelle Fiamme Oro, Marco non ha mai reciso il legame con la sua terra:

* Canottieri Mincio: È cresciuto sportivamente sulle acque del Mincio. Dopo il ritiro dall’attività agonistica di alto livello, è tornato alla società mantovana come allenatore.

* Tecnico di Successo: Sotto la sua guida, la sezione canottaggio della Canottieri Mincio ha vissuto una rinascita, portando numerosi giovani atleti a vincere titoli regionali e medaglie ai campionati italiani.

Precedentemente, il 26 marzo 2026, Marco Penna era stato stato l’ospite d’onore in una conviviale del “Panathlon Club Mantova”:

https://www.panathlonclubgiannibreraunivr.it/serata-con-marco-penna/

#

Comments are closed