MILANO
L’evento alla Biblioteca dello Sport Gianni Mura
“SENZABRERA” E “SENZAMURA”
PER IL DIRITTO ALLA MEMORIA
La consegna dei Premi Fair Play Panathlon Gianni Brera ha coinvolto nel progetto del Panathlon club dell’Università di Verona personalità della cultura e dello sport.
Guy Chiappaventi ha ricevuto il premio per il 2026, mentre a Roberto Beccantini e Gigi Garantini per la scrittura di sport; a Ezio Luzzi per il giornalismo radiofonico e a Eraldo Pecci per l’analisi critica, sono andati i riconoscimenti alla carriera.
Giudizio unanime per Giuseppe Smorto: “I 4 Gianni” è stato indicato come il libro dell’anno.
Madrine straordinarie della giornata Cinzia Bearzot, figlia di Enzo, e Francesca Brera, nuora di Gianni.
Le prossime tappe del Premio il 28 ottobre a Verona in Aula Magna “Walter Bragagnolo” a Scienze motorie, e il 15 novembre nelle terre breriane della Bassa pavese a San Zenone al Po e all’Auditorium di Santa Cristina e Bissone.
_______________________________________________________________________
Il Premio Fair Play Panathlon Gianni Brera 2026 ha vissuto a Milano, nel sito d’energia della Biblioteca dello Sport Gianni Mura, una giornata speciale. Da un lato i riconoscimenti alla carriera assegnati a personalità che hanno scritto pagine significative della storia del giornalismo e della letteratura sportiva come Roberto Beccantini, Gigi Garanzini ed Ezio Luzzi; dall’altro la scelta di premiare per l’anno in corso un “irregolare” (è un complimento!) della professione come Guy Chiappaventi e di indicare l’ironico e irriverente Eraldo Pecci come il più competente tra gli opinionisti. Per scelta unanime della giuria il premio per il libro dell’anno è poo andato a “I 4 Gianni” di Giuseppe Smorto come il libro dell’anno.
A garantire alla giornata una caratura speciale è intervenuta la presenza di due madrine il cui nome basta da solo a suscitare emozione (Cinzia Bearzot, figlia di Enzo, e Francesca Brera, nuora di Gianni), di un critico letterario “d’alta torre”, così s’usa dire, come Massimo Raffaeli, da sempre attento anche ai temi e ai personaggi dello sport, e di giornalisti e scrittori di lunga e appassionata lena come Fabio Monti, Giovanni Tosco, Giulio Giusti e Adriano Ancona. Infine, per il Panathlon, il consigliere dell’Area 2 (Lombardia) Andrea Libanore.
Paolo Maggioni, ideatore e direttore della Biblioteca Gianni Mura oltre che conduttore di “Dribbling” in Rai, è stato un signorile padrone di casa moderando con sapienza l’evento insieme con Claudio Rinaldi, direttore della Gazzetta di Parma e biografo ufficiale di Gianni Brera.
È toccato come sempre a Paolo Casarin, impeccabile presidente della giuria, illustrare il significato di un premio che nel nome di Brera non riguarda soltanto la qualità della scrittura ma anche e soprattutto l’aspetto etico che nella storia dell’”Arcimatto” ha sempre avuto un ruolo speciale. Casarin è uno straordinario affabulatore, capace sul filo dell’aneddotica di agganciare temi critici, storie di vita, figure di protagonisti dello sport. È stato tale per l’intera stagione del Premio, spendendosi con generosità e lasciando un segno tangibile anche con un libro (“Vita e pensieri di un arbitro”, edito da Rizzoli) che proprio nella limpidezza del racconto la propria cartina di tornasole.
***
La cerimonia delle premiazioni ha offerto momenti di serenità e di allegria per il tono scanzonato e comunque mai serioso dei protagonisti, raccontati come tali anche dalle motivazioni del premio e dalle brevi parole che corredano targhe. Eccole, in sintesi.
ROBERTO BECCANTINI: “La libridine del Mitico Beck”.
Motivazione: Ha colto l’essenza della lezione di Brera coniugando la qualità e l’eleganza di una scrittura classicheggiante con la conoscenza dell’aspetto tecnico. Vincitore del “Premio Coni-Una penna per lo sport” alla carriera, ha scritto libri di successo (l’ultimo “Giocati da Dio”, del 2024) ed è stato il componente italiano della giuria del Pallone d’Oro.
GIGI GARANZINI: “Il tocco di-vino dello scriba”.
Motivazione: Ha saputo modulare la propria vocazione visionaria adattandola a quel realismo magico che ha trovato espressione pratica in un’edizione memorabile del Processo del Lunedi. L’eclettismo bulimico lo ha portato ad assecondare la propria passione creativa alzando il calice di un barolo da fuoriclasse.
EZIO LUZZI: “Quando lo sport alza la voce”.
Motivazione: Ha fatto parte con equilibrio dinamico, da slalomista del microfono, di una generazione di fenomeni che con Martellini, Ameri e Ciotti ha fatto la storia del giornalismo radiofonico. Senza dimenticare la lunga parentesi vissuta con surreale improntitudine lungo i sentieri ameni di “Ho perso il trend”.
ERALDO PECCI: “L’ironia che fa opinione”.
Motivazione: Null’altro che un poeta, così verrebbe da definirlo, con la leggerezza sapiente di una frase che un suo soldale inconscio come Cesare Zavattini avrebbe “stretto in 5 parole”. Ma di stringersi anziché dilatarsi, uno come Eraldo, non ha mai avuto, dopo essersi bagnato in Arno, “punto voglia”. Calciatore, scrittore, opinionista, e poi? Null’altro che un poeta.
GUY CHIAPPAVENTI: “Colpi di pistola, colpi di genio”.
Motivazione: A forza di sparare nel mucchio, da cronista aduso a mille esperienze, è andato dritto a bersaglio raccontando storie di stralunato realismo. Lo ha fatto con la curiosità sempre irrisolta del cacciatore di sogni interpretando con sciamanica irriverenza ciò che Giustinian Dardanide scriveva nelle Istituzioni: “Nomina sunt consequentia rerum”.
GIUSEPPE SMORTO: “Il libro dell’anno”
Motivazione: Con “I 4 Gianni” ha pagato un tributo di riconoscenza e di affetto a una pattuglia di fuoriclasse della scrittura di sport accomunati oltre che dal nome da una qualità letteraria dal timbro speciale. Lo ha fatto con l’umiltà silente di chi ha sacrificato al giogo del desk la libertà espressiva emersa ora nel “libro dell’anno”.



















***
Il leit motiv dell’evento è stato anche stavolta, come in occasione di tutte le tappe precedenti, il “Diritto alla memoria”, il diritto a essere ricordati. Il perché di questa scelta? Ecco l’incipit Università di Verona, 2008, lezione di letteratura sportiva sull’opera di Gianni Brera. Ma Brera, che sta al giornalismo sportivo come Leopardi sta alla poesia, a 15 anni dalla scomparsa, è per i ragazzi un carneade assoluto, un mai sentito nominare. Nel 2022, a due anni dalla scomparsa, stesso destino per Gianni Mura (“Gianni Mura chi?”) e stesso discorso per campioni dello sport non certo passati come meteore (Rivera, Sivori, Platini. Juantorena, Gimondi
Sarebbe lungo, riguarda le neuroscienze, raccontare il perché. Di fatto stava scomparendo per Brera, Mura, Arpino, Ormezzano, Pizzul o per Rivera, Di Stefano, Cruijff anche il diritto a essere ricordati, il diritto alla memoria. Di qui la scelta di percorrere strade diverse dai soliti convegni in cui ci si parla addosso senza lasciare una traccia.
E qui è stata trainante l’idea di Saturno Brioschi di dare vita con Alessandro Pilloni e Andrea Santonastaso a una sorta di Teatro Sport sul diritto alla memoria: ecco allora le pièce su Manlio Scopigno, “Il filosofo in panca”, sullo “Scudetto degli Acchiapanuvole”, lo scudetto del Verona e sul Mondiale di Spagna, “La pugna e la pipa”, dedicato a Enzo Bearzot che sarà protagonista a novembre a San Zenone e Santa Cristina. In teatro sarà più facile ricordarli.
Memento: il prossimo anno proprio di Bearzot verrà celebrato il Centenario della nascita e con il suo anche quello di Giovani Arpino. Il “diritto alla memoria” si aggancia per naturale armonia ad “Azzurro tenebra”, di cui proprio Massimo Raffaeli, da principale esegeta, ne ha curato per la BUR la riproposta in libreria. Raffaeli era presente alla Biblioteca dello Sport Gianni Mura. Un segnale sciamanico? Di più.
Potrebbe essere un’immagine raffigurante studio e testo. Potrebbe essere un’immagine raffigurante studio, vestito elegante e testo. Potrebbe essere un’immagine raffigurante studio e testo. Potrebbe essere un’immagine raffigurante testo. Potrebbe essere un’immagine raffigurante una o più persone, persone che giocano a calcio, folla e testo

Comments are closed