Sinner si sta preparando febbrilmente per gli US Open dopo la drammatica conclusione del torneo di Cincinnati. Si spera che in pochi giorni possa rimettersi a posto.
In semifinale si era sbarazzato in due set della sorpresa del torneo, il francese Atmane. Alla vigilia della gara avevamo scritto questi appunti:
“Sinner è già in semifinale, dove si confronterà con il sorprendente francese ventitreenne Terence Atmane, solamente n. 136 del ranking ma proiettato verso le prime posizioni del mondo avendo battuto in questo torneo Cobolli, Fonseca, Fritz e Rune. Atmane, superintelligente (QI 158!) e creativo, qualche mese fa ha avuto la fortuna di incontrare il tecnico Guaillame Peyre, che ha saputo inculcargli fiducia in se sesso, aiutandolo anche a liberarsi dall’eccessiva emotività con cui affrontava le partite. Secondo Jim Courier, per vincere a tennis non è necessario essere molto creativi: è più importante saper fare molto bene 2-3 cose. Anticipo, profondità e precisione sono le tre cose che maggiormente caratterizzano Sinner. Atmane come potrà affrontarle?”.
Al di là del risultato negativo (il francese ha perso in due set, ma nel primo era arrivato al tie-break), abbiamo constatato che questo outsider ha le carte in regola per aspirare un salto in avanti molto rilevante.
Il primo set si era svolto all’insegna di un perfetto equilibrio e senza alcuna palla-break. Ma era stato molto importante per Sinner, in un cambio di campo, l’utilizzo di un asciugamano ghiacciato che gli aveva consentito di superare, almeno sul momento, le conseguenze di un pericolosissimo colpo di calore (conseguenze che però evidentemente non sono state cancellate, compromettendo poi senza scampo la finale). Un secondo elemento a lui favorevole nella semifinale è stata la puntuale paura di vincere che ha fatto tremare la mano all’avversario nel primo punto del tie-break provocandogli un disastroso doppio fallo, che ha riportato Atmane nel vortice delle sue precedenti difficoltà nel gestire le emozioni. Ma un terzo elemento decisivo per Sinner era stato anche il prezioso consiglio urlatogli da Vagnozzi, che si era accorto della situazione rischiosissima: “Scambi corti!”.
La finale non ha avuto storia perché era impossibile riprendersi da un colpo di calore in pochissimo tempo, ma Jannik – sportivamente – non si è sentito di ritirarsi senza nemmeno scendere in campo. Tutti hanno visto però che quello che ha giocato era soltanto una sua disarmata controfigura. Inevitabile il suo ritiro sul 5-0, senza l’onta del cappotto.
C’è da chiedersi comunque, ancora una volta, se sia corretto continuare a programmare competizioni sportive senza preoccuparsi della salute degli atleti: nel caso del torneo di Cincinnati, i tennisti hanno giocato con temperature torride anche alle 3 del pomeriggio! Di chi è la colpa? Degli organizzatori, ma sicuramente anche dell’ATP.
Come Panathlon non possiamo fare a meno di denunciare il problema, facendo appello al dovere di studiare al più presto rimedi adeguati.
Augurandoci che il nostro campione possa affrontare questo slam al massimo della forma, quali considerazioni si possono fare alla vigilia di questi US Open?
Ci sembra che il tennis mondiale sia ormai incentrato fondamentalmente, in campo maschile, sul confronto tra Sinner e Alcaraz, così come per un lungo periodo era stato caratterizzato dal meraviglioso trio Djokovic-Federer-Nadal. In campo femminile le punte di diamante sono attualmente Sabalenka e Swiatek, seguite in un gradino leggermente più sotto da varie tenniste, tra cui la nostra sorprendente e bravissima Paolini.
Sinner è ancora il numero 1 al mondo, ma Alcaraz gli si sta avvicinando sempre più. Il primo è imbattibile quando gioca al 100%, perché nessun altro è così bravo nell’anticipo e nella profondità. Ma fisicamente ha rivelato alcune fragilità, compensate tuttavia da grandissime doti di lucidità, autocontrollo e fiducia in se stesso. Ma rischia ancora troppo, soprattutto con il diritto a fil di rete, commettendo errori evitabili. E ogni tanto ha dei passaggi a vuoto preoccupanti, che non riesce a controllare per un po’, regalando vari punti. Il secondo gli è superiore atleticamente e come destrezza, ma ogni tanto perde la concentrazione. Nessuno come lui, però, riesce a dare il meglio di sé nel porre rimedio a palle break.
Speriamo di rivederli in finale.
NOTA: L’articolo è stato pubblicato anche su PANATHLON DISTRETTO ITALIA:
https://www.panathlondistrettoitalia.it/2025/08/sinner-da-cincinnati-agli-us-open/
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