(Campionato di calcio di serie A 1984-85)

Presentato il libro e rievocata la storica impresa il 16 aprile 2025 nella prestigiosa cornice della Biblioteca Capitolare di Verona.

Quarant’anni dopo l’emozione è sempre la stessa, come se il tempo non avesse lasciato traccia. Lo si è percepito alla Biblioteca Capitolare, dove è stato è stato illustrato il libro rievocativo “Lo scudetto del Verona”, scritto da Paolo Condò con Adalberto Scemma per i tipi di una casa editrice di grande prestigio: la Solferino Rcs. Dino Guerrini, responsabile della comunicazione della società gialloblù, ha moderato l’evento alla presenza delle massime autorità cittadine, dello staff dirigenziale con il presidente Zanzi, di cinque dei protagonisti (Tricella, Fanna, Galderisi, Volpati e Sacchetti) e di un pubblico che si è lasciato andare sulle ali della nostalgia. Condò e Scemma hanno rievocato gli episodi salienti della stagione e i giocatori hanno sottolineato nei loro interventi l’”unicità” di quell’impresa. Cecilia Gasdia, oggi sovrintendente dell’Ente Lirico,ha letto infine con commozione l’incipit del libro, dedicato in gran parte alla figura di Osvaldo Bagnoli.

Quella compiuta dai ragazzi di Osvaldo Bagnoli nel campionato 1984-‘85 non ha riscontri nella storia del calcio italiano: l’Hellas Verona è stata infatti l’unica squadra provinciale a vincere uno scudetto da oltre un secolo a questa parte (l’ultimo esempio quello della Pro Vercelli nel 1922). Ma c’è di più. Va ricordato che quel campionato era all’epoca il più importante al mondo visto che allineava il Gotha di fuoriclasse come Maradona e Zico, Falcao e Socrates, Junior e Rummenigge, Hateley e Diaz. Un campionato che l’Hellas Verona ha vinto rimanendo in testa dalla prima all’ultima giornata.

HELLAS VERONA OFFICIAL WEBSITE

https://www.hellasverona.it/news/veronacamp40ne-presentato-alla-biblioteca-capitolare-il-libro-celebrativo-lo-scudetto-del-verona

Video integrale dell’Hellas Verona FC (pubblicato su youtube)

L’evento raccontato dai mass media

USSI

GAZZETTA DELLO SPORT

CORRIERE DELLA SERA

CORRIERE DELLA SERA- Ed. Veneto

L’ARENA

Foto tratte dal video di Telearena:

Il direttore di TeleArena Mario Puliero

Sacchetti, Tricella, Scemma, Guerrini, Condò

La sala della Biblioteca Capitolare

Da sinistra: il presidente del Coni Veneti Dino Ponchio, il sindaco Damiano Tommasi, il prefetto Damiano Martino, la presidente dell’Ente Lirico Cecilia Gasdia

Sacchetti, Tricella, Scemma, Parks, Condò, Galderisi, Volpati, Fanna

Scemma, Parks, Condò

Scemma e Condò, autori del libro

Cecilia Gasdia legge l’incipit de “Lo scudetto del Verona”, scritto da Paolo Condò

Paolo Condò, grande firma del Corriere della Sera e frontman di Sky

 Galderisi al microfono

In primo piano il prefetto della Biblioteca Capitolare don Bruno Fasani

Adalberto Scemma intervistato da Mario Puliero

Domenico Volpati

Gigi Sacchetti e Roberto Tricella

Galderisi, Volpati, Fanna

TELEARENA

SPORTWEEK

SLALOM

VERONA FEDELE

SALONE DEL LIBRO

Darwin ha moderato l’incontro con gli autori

PASTORIN E “LO SCUDETTO DEL VERONA”

AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO

Le origini scaligere dello scrittore, cresciuto in Brasile “nel calcio e nella letteratura”, hanno stimolato un racconto infittito di nostalgia che è andato oltre le pagine del libro utilizzando una trama che solo il “futebol degli eroi” (tra questi anche Pietruzzo Anastasi, idolo di Darwin bambino) poteva far riemergere – Paolo Condò lo ha arricchito con sapienza ed equilibrio critici evitando ogni concessione al cosiddetto “passatismo”- Un secondo dibattito, nello spazio del Corriere della Sera, è stato condotto ad ampio raggio dal giornalista torinese Massimo Massenzio-

IL LIBRO di ADALBERTO SCEMMA e PAOLO CONDO’ presentato a Roma alla CAMERA DEI DEPUTATI

nella SALA DELLA LUPA di MONTECITORIO

14 maggio 2025

L’INVITO, GLI INTERVENTI PROGRAMMATI, IL MODERATORE

LO SCUDETTO DEL VERONA, UN LIBRO

DI PAOLO CONDO’ E ADALBERTO SCEMMA

L’incontro, su invito del presidente della Camera Lorenzo Fontana, ha celebrato, a quarant’anni esatti di distanza, quella storica impresa insieme ai protagonisti dell’epoca

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Pubblicato da “Stampa Italiana”

14 Maggio 2025 –

Il ricordo di un’annata storica, quel campionato 1984-1985, che valse all’Hellas Verona il suo primo e, finora, unico scudetto. Quanto successe in quella stagione calcistica è ricordato in un libro, “Lo scudetto del Verona” di Paolo Condò e Adalberto Scemma, pubblicato da Solferino in occasione dell’anniversario dei 40 anni da quell’impresa.

Il libro è stato presentato in un incontro alla Camera dei Deputati. Presenti con gli autori, il presidente della Camera Lorenzo Fontana, il presidente dell’Hellas Verona Italo Zanzi e alcuni giocatori della squadra campione d’Italia ’85: Antonio Di Gennaro, Pierino Fanna, Giuseppe Galderisi, Luigi Sacchetti, Roberto Tricella e Domenico Volpati. A moderare l’incontro Dino Guerrini, responsabile dell’area comunicazione dell’Hellas Verona.

Lo scudetto del Verona, un’impresa senza eguali

Scenario dell’incontro la prestigiosa Sala della Lupa a Montecitorio scelta per celebrare quella che, come si legge nella presentazione del libro “Lo scudetto del Verona”, è «un’impresa senza eguali nella storia del calcio italiano: quello del campionato 1984-85 è infatti l’unico titolo del Dopoguerra a non aver premiato un capoluogo regionale. Verona è soltanto provincia, e da sempre nel calcio l’accezione di “provinciale” implica un muro invalicabile fra sé e le grandi vittorie. Quel Verona, invece, riuscì nell’impresa restando in testa alla classifica dalla prima all’ultima giornata, evento più unico che raro».

Il libro è suddiviso in 40 capitoli, come gli anni di questo anniversario da celebrare: contiene le interviste ai principali giocatori, dagli stranieri Briegel ed Elkjaer ai protagonisti italiani Volpati, Di Gennaro, Tricella, Fanna e Galderisi, i ritratti degli altri componenti della rosa, i ricordi di alcuni avversari come Zenga, Baresi, Prandelli, Serena e Pellegrini, il racconto del cammino trionfale attraverso le partite chiave, la testimonianza di un tifoso speciale come Giovanni Rana.

NON UN MIRACOLO MA UNA SQUADRA FORTE

La data da ricordare è quella del 12 maggio 1985, quando l’Hellas Verona vinse lo scudetto con un turno di anticipo. Un’impresa compiuta da un gruppo di giocatori che, ricorda Paolo Condò, a quel tempo «venivano definiti scarti, ma si trattava di una squadra che due anni prima si era classificata quarta e che giocava le coppe». In tempi recenti la vittoria dello scudetto del Verona è stata paragonata alla conquista della Premier League del Leicester di Claudio Ranieri. Tuttavia, su questo punto, Condò non è d’accordo: «Il Leicester appartiene alla categoria dei miracoli: la vittoria del Leicester in Premier League era data dai bookmakers cinquemila a uno, come l’apparizione del mostro di Lochness o lo sbarco degli alieni. Invece, quel Verona era una squadra forte».

Tra chi raccontò quell’impresa in diretta, seguendo il Verona passo dopo passo, c’era anche Adalberto Scemma: «Pochi uomini, veri – ricorda-. Ma è talmente anomalo quello scudetto che per raccontarlo dovrei essere inventore di neologismi come Gianni Brera o un cacciatore di storie come Edoardo Galeano».

Quindi, prosegue, «il dovere della sintesi mi impone di farlo con quattro parole. Ricordo: re-cor, ovvero ripassare dalla parte del cuore, con i fotogrammi: pensiamo al volo del “gabbiano” di Garella a San Siro e gli stivali delle sette leghe di Fanna, davvero incredibile quell’anno. La seconda parola è nostalgia: il ricordo e il dolore per qualcosa che Volpati è uno sciamano, nello spogliatoio di Bergamo aveva visto tutto, l’importanza di questa impresa. La terza parola non può essere che saudade: la presenza dell’assenza. Dopo quarant’anni ci troviamo a raccontare non la leggenda, che è qualcosa di fermo, ma il mito, che invece si ingigantisce e si trasforma dentro di noi. La quarta parola non ha bisogno di commento, è una parola di tre sillabe che ripassiamo tutti i giorni: Ba-gno-li (Osvaldo Bagnoli era l’allenatore del Verona dello scudetto, ndr). Non serve dire di più».

I ricordi della vittoria

La giornata ha visto anche le testimonianze di alcuni dei protagonisti dello scudetto. Commosso il ricordo di Giuseppe Galderisi: «Vincere a Verona…Ricordo la corsa dal ristorante fino a piazza Bra. Lacrime e gioia, un momento meraviglioso. C’erano bambini e ragazzini che ci riconoscevano con un amore e una passione che a me hanno toccato moltissimo. Dopo 40 anni è la prima volta che mi sento di nuovo a casa, veramente».

Per Pierino Fanna quelli a Verona sono stati gli anni «più belli della mia carriera e non solo. In quel periodo ho trovato tre mie famiglie: quella privata che ho costruito, la società e i nostri grandi tifosi».

«Voglio ricordare questo sentimento di gratitudine profonda che ha Verona nei nostri confronti – afferma Domenico Volpati -. Abbiamo visto la gente piangere, che ci ringrazia. Questa è la grande differenza che ha fatto la nostra squadra, rispetto alle altre. Questo ha lasciato un segno in noi. Un grande ringraziamento a Osvaldo Bagnoli: l’ho avuto come allenatore ed è riuscito a farmi spostare la laurea di otto anni. Dovevo laurearmi prima, sono diventato medico otto anni dopo, ma devo dirgli grazie per questo. C’era empatia e la voglia di mettersi a disposizione per l’altro, senza volere sentirsi dire grazie».

E ai ricordi dei giocatori della squadra si aggiunge anche quello di un tifoso speciale. All’epoca, Lorenzo Fontana, presidente della Camera aveva cinque anni, ma ricorda bene quel giorno dello scudetto. «Ero sulle spalle di mio padre a festeggiare – comincia -. Mi hanno preparato il discorso, ma qui non si può parlare leggendo un discorso. Qui si va sui sentimenti» afferma guardando nella prima fila della sala i protagonisti dello scudetto.

«Per la prima volta sono io in piedi e loro seduti, dopo tante volte in cui li guardavo io correre. Nel 1985 avevo cinque anni e i primi ricordi d’infanzia sono legati allo scudetto del Verona. Ero sulle spalle di mio papà, che ora non c’è più. Vedevo questa piazza piena, con le bandiere dell’Hellas a ogni finestra. Ero un po’ impaurito. Con mio papà abbiamo girato con l’Alfasud color mattone suonando il clacson. Tutti i veronesi si ricordano dove stavano e cosa facevano quel giorno. Ricordo la radio che parlava del “miracolo di Garella” e io che correvo da mia madre gridando “Mamma, miracolo di Garella!”. Sono convinto che conti molto ricordare quel 1985 alla prossime generazioni”

https://webtv.camera.it/evento/28076

IL LIBRO PRECEDENTE SULLO SCUDETTO, scritto 40 anni fa da ADALBERTO SCEMMA

(allora caposervizio del quotidiano L’ARENA)

40 anni fa l’eroica vittoria dello scudetto

 era stata esaltata in un primo libro (oggi introvabile)

a cura di ADALBERTO SCEMMA, allora caposervizio del quotidiano L’ARENA

Una scommessa vinta: parliamo di quella del quotidiano L’Arena, che la settimana prima della trasferta di Bergamo ha deciso di dare alle stampe un libro analogo nella struttura a quello presentato alla Capitolare. Un rischio calcolato, visto l’esito, ma quanta tensione in redazione in quei giorni!

La proposta del direttore commerciale Roberto Dalla Vecchia era stata subito recepita e avallata da un editore coraggioso, Antonio Grigolini, e da un direttore visionario, Giuseppe Brugnoli. A realizzarla, in cinque notti, la redazione sportiva de L’Arena guidata da Adalberto Scemma con la collaborazione di Valentino Fioravanti, Giuseppe Canovi e Giampaolo Rizzetto e con la presenza prestigiosa del vate del giornalismo sportivo: Gianni Brera. Ad affiancare lo staff areniano un gruppo di collaboratori ampiamente rodati nel corso di una stagione al galoppo: Maurizio Battista, Luigi Bertoldi, Franco Bottacini, Walter Bragagnolo, Alberto Capilupi, Umberto Carli, Adriana Della Bella, Giuseppe Faccincani, Morello Pecchioli, Renzo Puliero e Raffaele Tomelleri. Ne è risultato un libro ormai storicizzato con ben 52.000 copie bruciate in edicola nel giro di dieci giorni. Qui di seguito le pagine scritte di getto, in quei giorni, da uno straordinario gruppo di lavoro e diventate ora oggetto di culto.

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